Perché La Mimosa È Il Fiore Della Giornata Internazionale Della Donna?



A volte un fiore umile e semplice può raccontare una storia importante, e invitarci a riflettere

Quest’anno cade di domenica, come accadde nel 1914 - la prima volta in cui la ricorrenza fu celebrata l’8 marzo. Ma la Giornata Internazionale della Donna ha una storia lunga e significativa, che si è intersecata con più di un secolo di lotte e cambiamenti. E continua ancora oggi.


LA STORIA

Sull’origine della Giornata Internazionale della Donna ci sono state, nel corso del tempo, diverse teorie dettate anche dalle temperie culturali del momento. Ma gli albori della “Festa della Donna” come la conosciamo si rincorrono in tutto il mondo. Per primi ne celebrarono una versione gli Stati Uniti quando, nel febbraio 1909, il Partito socialista americano invitò tutte le donne a partecipare a una protesta in favore del diritto di voto femminile: il “Woman’s Day".

Su questo esempio, l’anno successivo l’attivista Clara Zetkin propose all’Internazionale Socialista di Copenhagen l’introduzione di una giornata internazionale dedicata alle donne, che continuò però a essere celebrata in date diverse a seconda dello Stato.

Poi, l’8 marzo del 1917, le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine per la Russia della Prima Guerra Mondiale. Quattro giorni dopo, lo zar abdicò e alle donne venne concesso il diritto di voto. Fu Lenin nel 1922 a fare dell’8 marzo una festività ufficiale, ed è da quell’anno che è celebrata anche in Italia.


LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE OGGI

È da questa origine dunque che deriva lo scopo della Giornata, come definito dall’ONU: ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, e riflettere sulle discriminazioni e le violenze di cui sono state e sono tuttora vittime nel mondo.

“La giornata dovrebbe servire a diffondere l’idea della parità di genere, e del valore della diversità,” ha dichiarato in merito la scrittrice Giuseppina Torregrossa. “Pari non vuol dire uguali, non significa adeguarsi al modello maschile, ma avere le stesse opportunità senza rinunciare alla peculiarità del femminile.”


UN MAZZETTO DI MIMOSE

Il proprio sostegno alla causa, almeno in Italia, si può manifestare anche regalando un fiore: la mimosa. Fiore dell’ultimissimo inverno, facilmente reperibile, la mimosa “era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolta gratuitamente,” raccontava Teresa Mattei, ex partigiana e attivista per i diritti delle donne che per prima ne propose l’utilizzo insieme a Teresa Noce e Rita Montagnana.

Pensate che il potere simbolico di questo fiore era talmente dirompente che, negli anni Cinquanta, distribuire la mimosa era ritenuto un gesto che turbava l’ordine pubblico. “Quando vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa, penso che tutto il nostro impegno non è stato vano,” aggiungeva Mattei.


PERCHÉ È ANCORA IMPORTANTE

È ricordando Teresa Mattei e il forte valore intrinseco della mimosa che si capisce davvero la portata dell’8 marzo.

L’ONU ha invitato tutti a operare perché entro il 2030 si possa assistere a una effettiva parità di genere nel mondo. Infatti, se gli ultimi decenni hanno visto evolversi la posizione della donna nella società, molto c’è ancora da fare.

Una mimosa vuol dire impegnarsi perché sia tutto un po’ più possibile.


Team Florena Fermented Skincare
Marzo 2020