La Camelia Tra Storia E Leggenda


Probabilmente poche piante possono vantare una storia ricca e avvincente come la camelia, che veniva coltivata già 3000 anni fa e che oggi è diffusa in quasi tutto il mondo. Scopriamo cosa rende questo splendido arbusto così speciale!


LA PIANTE DEL TÈ

Delle circa ottanta varietà di questa pianta, solo cinque vengono utilizzate nella coltivazione del tè, bevanda che il monaco buddista Eisai, che la introdusse in Giappone nel XIII secolo, definì “rimedio divino e dono supremo del cielo”*.

Difficile dimostrare se abbia o meno origini divine, ma fin dalla notte dei tempi il tè ricavato dalla camelia è stato largamente utilizzato nella medicina tradizionale cinese a scopi curativi.

Tra tutte le varietà di tè quello più pregiato è il tè bianco, ricco di polifenoli e sostanze antiossidanti che esercitano diverse azioni benefiche sull’organismo e sulla nostra pelle.


L’ORIGINE DEL NOME “CAMELIA” E IL SUO ARRIVO IN ITALIA

Fu Carlo Linneo, il grande medico e naturalista che diede nomi e cognomi alle piante, a coniare il termine “Camelia” in onore di George Joseph Kamel, botanico e missionario gesuita che pare abbia portato questa specie in Europa dal Giappone nel 1700.

Come la camelia sia arrivata in Italia, però, sembra essere un mistero: si narra che il primo esemplare sia giunto in Italia alla fine del 1700, per mano dell’ammiraglio Orazio Nelson che lo donò a Lady Hamilton, sua amante, e che fu immediatamente piantato nel prestigioso giardino della reggia di Caserta. 


LA CAMELIA TRA LETTERATURA, LIRICA E MODA PARIGINA 

A partire da metà Ottocento in Europa la camelia è diventata famosa non solo per la sua bellezza.

Tutti ricordiamo La Signora delle Camelie, romanzo di Alexandre Dumas che narra la storia di Marguerite Gautier, una cortigiana parigina che, per segnalare la propria disponibilità o meno, usava appuntare una camelia di colore bianco o rosso sul proprio vestito.

 Il romanzo, di grande successo, ispirò poi Giuseppe Verdi e il suo librettista, Francesco Maria Piave, per La Traviata.

Poco dopo la camelia diventò un dettaglio di classe nella moda maschile e femminile, appuntata sui baveri o intrecciata tra i capelli: sono gli anni che Marcel Proust definì della “camélia à la boutonnière”, ma soprattutto sono gli anni in cui Coco Chanel ne fece il simbolo della sua Maison, inserendola come dettaglio decorativo sulle collezioni di abiti in chiffon.


LA CAMELIA... UN FIORE DAL PROFUMO DELICATO

Ciò che accomuna la maggior parte delle varietà di camelia è, oltre la bellezza, il suo profumo delicatissimo.

Un’antica leggenda narra che un giorno Cupido, il dio dell’amore, si adirò con la madre Venere perché osava amoreggiare con Marte senza l’ausilio delle sue frecce.

Venere, offesa per questa intromissione, chiese alle Grazie di punire il figlio frustandolo con delle rose, ma le Grazie non volevano ferirlo e così scelsero le camelie, molto simili alle rose ma senza spine.

Scoperto l’inganno Venere decise di vendicarsi sulla pianta stessa, confinandola in un’isola lontana e privandola del suo profumo.

* fonte: 

YUNG-SHENG LIN, SANG-SHUNG WU, JEN-KUN LIN, 2003, Determination of Tea Polyphenols and Caffeine in Tea Flowers (Camellia sinensis) and Their Hydroxyl Radical Scavenging and Nitric Oxide Suppressing Effects. Journal of Agric. Food Chemistry, Vol. 51, pages 975 - 980                                   

    

                                   

 

Team Florena Fermented Skincare
Gennaio, 2020