Che Cos’è Il Kintsungi E Cosa Possiamo Imparare Da Questa Tecnica Giapponese





Quella del kintsungi è una tecnica giapponese che consiste nel riparare un oggetto rotto utilizzando una resina adesiva mescolata con polvere d’oro (o argento liquido o lacca con polvere d’oro) evidenziando così le fratture e aggiungendone un nuovo valore all’oggetto in questione. In questo modo l’oggetto diventa unico e acquista valore. Secondo una leggenda, il kintsungi ha avuto origine quando Ashikaga Yoshimasa, ottavo shogun dello shogunato Ashikaga, che aveva rotto accidentalmente la propria tazza di tè preferita e l’aveva mandata in Cina per farla riparare. All’epoca – siamo nel XV secolo – le riparazioni erano antiestetiche e poco funzionali. A quel punto lo shogun decise di affidare la preziosa tazza ad alcuni artigiani giapponesi che, impressionati dalla sua caparbietà, decisero di riempire le crepe con resina laccata e polvere d’oro, trasformandola di fatto in un gioiello. Una storia affascinante, quella del kintsugi, che è anche una metafora e uno spunto per diverse riflessioni sulle nostre abitudini di vita e sull’atteggiamento che possiamo tenere nei confronti dello scorrere del tempo:


  • SOSTENIBILITÀ: il kintsugi predilige il recupero allo smaltimento. Una lezione quanto mai attuale in un’epoca in cui i rifiuti sono semplicemente troppi e la loro gestione un tema cruciale per i governi di tutto il mondo;


  • RESILIENZA: gli oggetti riparati con la resina d’oro resistono ai traumi uscendone più forti e belli. Una lezione da fare nostra.


  • SERENITÀ: riparare un oggetto invece che buttarlo via è un’attività rilassante che restituisce valore alle cose, rinnova il legame con gli oggetti.


  • CONSAPEVOLEZZA: come una tazza che con l’utilizzo si rompe, il tempo che passa, quello che ci succede, anche gli infortuni (del corpo e dell’anima) tutto sommato contribuiscono a renderci ciò che siamo. E quindi andrebbero valorizzati invece che nascosti. 



Team Florena Fermented Skincare
Agosto 2020